Dal cortile con limoni e girasoli, entriamo in
un teatro della fantasia immergendoci nei colori di migliaia e
migliaia di
ritagli di stoffe. Qui, nei locali della ex stalla della casa
colonica, troviamo il laboratorio e atelier di Anita Arrighi.
Anita da
oltre 20 anni porta avanti la sua ricerca studiando i diversi
risultati cromatici e materici ottenuti da accostamenti e
combinazioni di tessuti con innumerevoli fantasie, colori, spessori
e trame. Nascono così dei quadri di stoffa, per la cui realizzazione
Anita utilizza tessuti, ago e filo in sostituzione di colori e
pennelli. I temi prediletti sono figure femminili in un contesto
spesso un po' "magico".
Si tratta di figure che appartengono contemporaneamente all'oggi e al passato:
misteriose, suggestive, vestite di delicatezza e di armonia in cui la poetica
trova - proprio tramite la sua persona- un' interprete degna di rispetto e
attenzione. Il colore, comunque, la fa sempre da padrone insinuandosi con
raffinatezza, eleganza e signorilità nei drappeggi, sul velluto e sulla miriade
di tessuti scelti e tagliati in maniera ottimale , per portare in essere con
grazia pittorica , una lieta femminilità. Per quanto riguarda il paesaggio,
Anita Arrighi conferma una felice continuità di stesura cromatica che soluziona
liberamente il soggetto affrontato, con l'usuale serietà riconosciutale in modo
unanime da parte degli addetti ai lavori e cioè dai critici , da giornalisti,
così come da collezionisti più esperti.
La base culturale di Anita Arrighi si è andata via via ampliando col
trascorrere degli anni, grazie ad incontri di grande spessore umano e
artistico. Anche lo stesso vivere a stretto contatto con l'ambiente toscano
famoso nel mondo per la sua storia, ha avuto un primo piano nel raggiungimento
di una personalità che si sta facendo apprezzare a vasto raggio, per la serietà
di un rapporto creativo pieno di gioia e fantasia. Ha esposto le sue opere in
Italia e all'estero.
La sua creatività si è evoluta con lo scrivere
poesie, racconti e filastrocche realizzando libri di stoffa nei
quali storie, trame, colori e applicazioni costituiscono un insieme
narrante. Per la sua collezione "emozioni cucite", dopo la
realizzazione di un libro riguardante alcune poesie di Salvatore
Quasimodo, ha ricevuto una lettera di ringraziamento dal figlio
Alessandro Quasimodo.
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